Mi chiedono spesso perché scrivo dark romance invece di storie più “rassicuranti”. La risposta onesta è che non mi interessa rassicurare. Mi interessa raccontare la tensione vera che c’è quando sai che qualcosa ti farà male e lo scegli comunque.
In Cuori in Gabbia, il terzo volume della Saga Metamorfosi, Giulia lo dice meglio di come potrei fare io: «Per la prima volta da anni, non ho paura di qualcuno perché potrebbe farmi del male. Ho paura… perché potrebbe non farlo.» Ecco, il dark romance per me è tutto in questa frase: non è l’amore sicuro, è l’amore consapevole del rischio.
Personaggi, non archetipi
Quello che cerco di evitare sempre è il personaggio “cattivo” che esiste solo per essere pericoloso. Nathan, Jane, Giulia hanno tutti debolezze reali, momenti in cui sbagliano per ragioni che capisci anche se non condividi. È quella complessità, non la trama in sé, a rendere una storia dark romance memorabile invece che semplicemente scioccante.
Se anche tu stai scrivendo il tuo primo romanzo e vuoi confrontarti su come costruire personaggi che reggano tutta la storia, ne parlo spesso nel podcast Trame Indisciplinate.